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Green Jobs: I Lavori Legati Alla Sostenibilità Saranno Tra I Più Richiesti

Secondo una ricerca condotta da Linkedin per “The Future of Jobs Report 2023”, tre dei primi dieci annunci di lavoro maggiormente in crescita sulla propria piattaforma operano nel campo della sostenibilità.


Nello specifico, offerte relative a: Sustainability Analyst,Sustainability Specialist e Sustainability Manager hanno fatto registrare,tra il 2018 e il 2022, rispettivamente, una crescita media annua del 45%,42% e del 40%. I lavori in questione vengono definiti “Green Jobs", e questo trend sembra confermato almeno fino al 2027.


Quali fattori hanno concorso a creare la necessità di nuove figure professionali e rinnovate skills? Quali sono, e saranno, i ruoli più richiesti? Qual è la risposta delle nuove generazioni? Sono questi alcuni dei temi che esploreremo nel corso dell’articolo.


“Green Jobs”: I Lavori Del Futuro

Prima di procedere può essere utile definire cosa si intende per lavori verdi. Un termine ombrello che si incontra sempre più spesso e a cui sono riconducibili diversi significati e molteplici sfaccettature.


Cercando di intrecciare al meglio le diverse definizioni fornite da fonti certamente più autorevoli (ad esempio Unioncamere e UNEP), possiamo descrivere i Green Jobs come quei lavori, operanti in settori tradizionali o green, che si occupano di guidare le organizzazioni verso le crescenti sfide della sostenibilità, contribuendo in maniera considerevole alla salvaguardia e al ripristino ambientali, unitamente all’aumento delle performance aziendali.


Nonostante ad un primo impatto questo connubio possa sembrare un ossimoro, in realtà, secondo report come Greenitaly, le imprese green oriented si confermano più competitive, mentre i Green Jobs si configurano quali driver strategici per lo sviluppo delle industrie moderne. Lavori del futuro che ricopriranno da qui a breve un ruolo fondamentale, testimoniato da un costante sviluppo di domanda di nuove figure professionali.


Sempre secondo i dati Linkedin, il tasso di assunzione dei Green Job cresce infatti in maniera costante, fatta eccezione per l’anno 2020 caratterizzato dallo scoppio della pandemia da COVID-19. Inoltre, dal 2019, cresce in misura maggiore rispetto al tasso di assunzione complessivo.


Questo può essere spiegato dal confluire di diversi fattori:

  • Gli investimenti delle aziende per attuare la transizione ecologica

  • Allineamento agli standard ESG ( Se vuoi approfondire il tema, Ecco come diventare una PureAirZone può aiutarti a raggiungere gli obiettivi ESG)

  • Lotta al cambiamento climatico e conseguente adattamento

  • Una crescente consapevolezza dei consumatori e lavoratori riguardo ai temi della sostenibilità


Quali Sono e Di Cosa Si Occupano i Green Jobs Più Richiesti?

Come già indicato nell’introduzione, tra i primi dieci annunci di lavoro maggiormente in crescita tra il 2018 e il 2022 possiamo trovare ben 3 Green Jobs: Sustainability Specialists, Sustainability Analysts e Sustainability Managers. Inoltre, è previsto che questa tendenza continui nei prossimi cinque anni.


Data la relativa giovinezza di questo settore e la sua costante evoluzione, le denominazioni spesso si sovrappongono e vengono utilizzate per indicare ruoli che sono, in realtà, molto simili tra loro e che non presentano differenze significative.


In generale, coloro che occupano queste posizioni hanno il compito di migliorare i processi e i modelli aziendali con un'ottica sostenibile. Identificano e suggeriscono strategie operative sostenibili che riguardano vari aspetti, come la riduzione dei consumi, l'ottimizzazione delle risorse, l’efficientamento energetico e la gestione dei rifiuti.


Per quanto riguarda il ruolo di Sustainability Consultant, che in molte occasioni sembra sovrapporsi a quello di Sustainability Specialist, le mansioni tendono a concentrarsi maggiormente:

- sulla verifica della conformità aziendale alle linee guida e ai principi internazionali riguardanti la sostenibilità e alle norme ISO - sulla revisione e compilazione dei bilanci di sostenibilità, oltre a includere attività di due diligence ESG.


Recentemente, uno studio di Deloitte ha indagato quali sono le funzioni più importanti che il Sustainability Manager deve svolgere, quali competenze deve possedere, e con quali ruoli deve interfacciarsi. Ad emergere, è un quasi totale disaccordo su questi temi tra le aziende e i professionisti del settore.


Secondo le imprese intervistate, il Responsabile della Sostenibilità dovrebbe occuparsi principalmente di attività in ambito di Ricerca e Sviluppo, innovazione e impatto aziendale verso il territorio e la comunità di appartenenza.


Il fine ultimo è quello di trasformare il modello di business, presentando prodotti e servizi che riescano ad integrare gli interessi della comunità e del territorio in cui l’azienda opera.


Per svolgere al meglio le proprie mansioni sono quindi necessarie skills tecniche legate alla sostenibilità, skills comunicative e di ascolto e, in misura minore, conoscenze riguardo il settore specifico dell’impresa. Sempre secondo le aziende intervistate poi, queste figure dovrebbero relazionarsi in maniera strategica con l’area delle Risorse Umane, Ricerca e Sviluppo e Comunicazione e Marketing.


I professionisti che ricoprono questo ruolo sono, invece, di diverso avviso. Secondo il loro parere, i principali compiti da assolvere sono quelli relativi all’ottimizzazione della produzione, riducendo il consumo di risorse in un’ottica di efficientamento energetico,in modo da mitigare il proprio impatto verso l’esterno. Il focus è però, dunque, all’interno dell’azienda ed il dialogo con l’esterno passa in secondo piano.


Non vengono citate, in questa occasione, attività di redazione di bilanci sostenibili o gestione degli standard per l’ottenimento/mantenimento di certificazioni di sostenibilità. Funzioni che vengono invece attribuite ai Sustainability Manager da parte delle aziende.


Le competenze fondamentali per svolgere al meglio il proprio ruolo sono, ovviamente, quelle verticali in ambito sostenibilità, seguite a pochi punti percentuali dalle competenze del settore specifico dell'impresa. Al terzo posto vengono indicate capacità di visione strategica e di lungo periodo.


Le skills comunicative e di ascolto vengono considerate in misura notevolmente minore a discapito, ad esempio, di competenze economiche e manageriali che sono state ,al contrario, quasi totalmente trascurate dal campione aziendale.


In generale, il quadro di competenze offerto dai Responsabili della Sostenibilità è molto più variegato rispetto a quello presentato dalle organizzazioni.


Un sostanziale accordo tra le parti vi però è riguardo l’importanza crescente che il ruolo di Responsabile della Sostenibilità acquisirà nel giro dei prossimi 5 anni. Questo conferma i trend del mercato del lavoro sostenibile guidati dai dati e riportati in precedenza.

Queste figure, però, non esauriscono l’ampio ventaglio dei green jobs.


GREEN JOBS TRA RESKILLING E UPSKILLING


La sostenibilità, intesa nella sua accezione generale, muta lo scenario e richiede inevitabilmente nuovi attori con nuove skills, o quanto meno rimodulate. All’interno della “Strategia annuale per la crescita sostenibile 2021”- documento programmatico del “Green deal Europeo”- vi era esplicitamente indicata la necessità di intraprendere un percorso di reskilling e upskilling per attuare un modello di sviluppo sostenibile e competitivo. Impegno di cui l’UE si fa personalmente carico attraverso “Agenda europea per le competenze, la competitività sostenibile, l'equità sociale e la resilienza”.


Secondo le previsioni della Commissione Europea, il passaggio graduale verso un’economia a basse emissioni di carbonio genererà 1 milione di nuovi posti di lavoro, mentre all'incirca 120 milioni di cittadini europei dovranno rimodellare le proprie competenze o riqualificarsi.


Inoltre, la stessa Commissione, si impegna per la proliferazione delle green skills attraverso 5 azioni principali:


  1. Definizione di una tassonomia delle competenze green per il monitoraggio statistico delle caratteristiche ecologiche delle diverse professioni.

  2. Collaborazione con gli Stati membri per stabilire indicatori che permettano il monitoraggio e l'analisi statistica delle competenze legate alla sostenibilità.

  3. Creazione di un Quadro europeo delle competenze verdi che delinei i vari livelli di competenza ecologica per l'educazione ai cambiamenti climatici, alle questioni ambientali, alla transizione energetica e allo sviluppo sostenibile.

  4. Sviluppo delle competenze fondamentali legate alla sostenibilità per il mercato del lavoro, promuovendo la formazione in tutti i settori economici e creando una nuova generazione di professionisti orientati al clima, all'ambiente e alla salute.

  5. Integrazione di considerazioni ambientali e climatiche a tutti i livelli dell'istruzione, includendo scuole, istruzione superiore, formazione professionale e corsi specifici, con un'attenzione particolare all'urgente necessità di promuovere le competenze STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) attraverso percorsi formativi, soprattutto tra le giovani donne.

A discapito dello sforzo designato dalle traiettorie Europe,secondo uno studio condotto da Linkedin Economic Graph vi è un mismatch tra domanda ed offerta. Emerge, infatti, come nell’ultimo anno gli annunci di lavoro che comportano il possesso di green skills siano aumentati del 22,4%,mentre il possesso di queste tra i lavoratori è cresciuto soltanto per il 12%.


Colmare questo gap risulta necessario per un duplice aspetto:

- Come evidenziato anche nel corso della trattazione, vi sarà un numero sempre maggiore di professionisti che vedrà mutare il proprio lavoro verso una dimensione Green.

- I Green Jobs evolveranno,richiedendo green skills più profonde ed estese.

I 3 settori che necessitano in misura maggiore di competenze green sono quello delle costruzioni, dell’automobilismo e dei trasporti ed,infine,quello del turismo.


Se da un lato quindi continua a registrarsi un aumento dell’offerta di lavori green (del 15,2% tra il Febbraio 20220 e il Febbraio 2023) a discapito delle assunzioni complessive che hanno subito invece una flessione,dall’altro non c’è stata una crescita commisurata delle competenze necessarie per ricoprire queste posizioni. Èin questa direzione che ora bisogna andare.


I Giovani Possono Colmare Questo Gap?


Le nuove generazioni sembrano mostrare un particolare interesse per i temi della sostenibilità a 360°, e della salvaguardia del pianeta. Basti pensare che secondo una ricerca di GreenBizz l’86% dei Millennial preferirebbe, anche a fronte di un salario più basso, lavorare in un ambiente che ha a cuore la sostenibilità e l’inclusione.

Sempre la stessa ricerca stima che circa 2 giovani su 3 preferiscono rinunciare a lavorare per aziende che non prestano attenzione alla sostenibilità ambientale.

L’interesse delle nuove generazioni e la necessità di impartire nuove e maggiori green skills,è testimoniato dall’offerta accademica 2023/2024. Quest’ultima si arricchisce infatti di circa 20 nuovi corsi relativi alla sostenibilità.


Si spera dunque che, data la crescente richiesta di lavoro nel settore, unita ad un maggiore interesse, i lavoratori verdi presenti e futuri possano acquisire quell’insieme di hard e soft green skills necessarie per colmare il gap di competenze e guidare le aziende nella transizione ecologica.


Per concludere


Abbiamo notato come secondo delle previsioni data-driven,il mondo del lavoro stia spostando gradualmente il suo asse verso i temi della sostenibilità ambientale. I Green Jobs sono tra i lavori più richiesti dei prossimi anni,ed anche per svolgere lavori tradizionali ci sarà bisogno di acquisire nuove competenze green.


Mi rendo conto che leggere Job Title come “Ecochef” o “Informatico green” possa suonare strano e far storcere il naso a qualcuno. A questi voglio però ricordare che durante la seconda rivoluzione industriale, soprattutto in Inghilterra e Irlanda, un lavoro abbastanza diffuso era “La sveglia umana”. Un uomo o una donna venivano incaricati,per pochi centesimi la settimana,di andare a svegliare fisicamente gli operai, in modo che non facessero tardi a lavoro.


Ad oggi questo lavoro non esiste più. Le sveglie sono diffuse in tutte le nostre case. Non hai scuse quindi, è ora di svegliarsi e combattere per un futuro sostenibile.


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